
La luce nel caos
Appunti dal backstage di un festival
Data
12 luglio 2025
Categoria
Dietro le quinte
Lettura
5 min
Luogo
Sanremo, Italia
Ci sono luoghi dove il tempo si comprime. Dove in 72 ore succedono cose che altrove richiederebbero mesi. Sanremo è uno di questi posti.
Arrivi con le valigie, l'attrezzatura, un'idea di cosa farai. Poi la macchina si mette in moto e tu non sei più il regista — sei parte del meccanismo. La luce cambia ogni trenta secondi. Le persone si muovono come in un flusso continuo. Il rumore di fondo è costante, quasi biologico.
Cosa succede quando smetti di controllare
Ho imparato una cosa in questi anni di lavoro su eventi: il momento più bello arriva sempre quando smetti di cercare il momento più bello. Quando metti giù la camera, guardi, aspetti. E poi — solo allora — vedi.
Non è passività. È una forma di attenzione diversa. Più lenta. Più verticale.
Il nostro lavoro non è catturare la realtà. È costruire la condizione perché la realtà si riveli.
A Sanremo ho fotografato corridoi più che palchi. Retropalco più che palcoscenico. Occhi di persone che aspettano, che non sanno ancora cosa succederà, che sono sospese in quel momento di pura potenzialità.
Artigianato del frammento
Ogni festival è un archivio di frammenti. Il nostro compito è scegliere quali conservare — e con quale intensità. Non tutto merita di esistere. Ma quello che merita, deve esistere completamente.
Questo è quello che ci portiamo a casa ogni volta. Non solo immagini. Un modo di vedere.
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Baci Ovunque Studios
