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Perché uno studio creativo ha costruito un club di scacchi

Sedici avversari, una scacchiera disegnata da zero, e la scusa migliore per parlare di pazienza

Data

4 settembre 2026

Categoria

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6 min

Negli ultimi mesi, tra un turno di montaggio e una consegna di brand identity, abbiamo passato ore a disegnare un Alfiere. Non un Alfiere qualsiasi: un Alfiere che dovesse restare riconoscibile anche su uno schermo di sei pollici, mentre giochi col pollice sul divano. È il genere di problema che normalmente non ti aspetteresti da uno studio che si occupa di video, fotografia e identità di marca. Ma è esattamente il genere di problema che ci piace.

Non è un gadget

La prima domanda che ci hanno fatto quando abbiamo detto che stavamo costruendo un club di scacchi dentro al sito è stata: "perché?" Ed è legittima. Uno studio che gira per Sanremo, per Disney+, per Bridgerton, che firma campagne per l'Udinese e costruisce identità visive da zero, decide di passare settimane a scrivere un motore di scacchiera in JavaScript. Non è la mossa più ovvia in un portfolio.

Ma il portfolio non è mai stato l'obiettivo. Quello che ci interessa, da sempre, è costruire posti in cui le persone vogliano restare un po' più a lungo del previsto. Un sito che si limita a mostrare i lavori è un catalogo. Un sito che ti fa dimenticare per venti minuti di dover controllare la posta è un'esperienza. Gli scacchi, per noi, sono stati la scusa perfetta.

Sedici personaggi, non sedici livelli di difficoltà

Il primo errore che avremmo potuto fare era trattare gli avversari come una barra: facile, medio, difficile, impossibile. Anonimo, dimenticabile, già visto ovunque.

Invece abbiamo scritto sedici personaggi. C'è Alessandra, che a malapena ricorda come si muove il Cavallo e vince per puro incidente. C'è Il Gallo, filosofo da bancone di paese, che cambia apertura a seconda di quante ombre ha già bevuto. C'è Tony Petracca, ultrasettantenne comunardo che parla come un'assemblea del '74 e nasconde, dietro l'aria innocua, una mente pericolosa. E in cima alla scala, Elohim — una divinità che non calcola le varianti: le contempla tutte insieme.

Ognuno ha una voce diversa, un modo diverso di reagire quando vince o perde, un modo diverso di sbagliare. Perché è questo che facciamo di mestiere: raccontare persone, non funzionalità.

Ogni pezzo è stato disegnato, non scelto da un font

Le scacchiere online usano quasi tutte lo stesso set di pezzi da vent'anni: uno Staunton digitalizzato, identico ovunque. Noi abbiamo ridisegnato ogni pezzo da zero, nella palette dello studio — rosa e carbone — e poi abbiamo passato più tempo del previsto a correggere quello che non funzionava. L'Alfiere, per dire, all'inizio si confondeva con Re e Regina: stessa sagoma arrotondata, stesso ingombro. Ci sono voluti diversi round prima che diventasse leggibile a colpo d'occhio, anche piccolo, anche di corsa.

È un dettaglio che il 99% delle persone non noterà mai in modo consapevole. Ma lo sentirà. Vale lo stesso principio per cui inquadriamo un volto in un certo modo invece che in un altro: la differenza tra "funziona" e "si sente giusto" si gioca tutta nei dettagli che nessuno nota finché non ci sono.

Il gioco lento, in un mondo veloce

Qualche mese fa abbiamo scritto che ci sembra urgente difendere il tempo delle cose fatte bene contro la velocità dell'indifferenza. Gli scacchi sono, in un certo senso, l'incarnazione perfetta di quell'idea. Non si vince a scacchi con uno scroll infinito. Devi fermarti, guardare la posizione, pensare almeno una mossa oltre a quella che vorresti fare subito.

Non vendiamo un gioco. Offriamo una scusa legittima per fermarsi venti minuti e pensare in avanti — cosa che, di questi tempi, è già una forma di lusso.

Per questo il modulo di analisi delle partite non si limita a dirti se hai vinto o perso: ti mostra dove la posizione è cambiata, quale mossa ha spostato l'equilibrio, cosa avresti potuto fare al posto suo. Non è un punteggio. È uno specchio.

Quello che ci portiamo a casa

Costruire questo modulo ci ha ricordato una cosa che tra una consegna e l'altra si dimentica facilmente: che il piacere del lavoro fatto bene non sta mai nella funzionalità finita, sta nella cura del passaggio che nessuno ti aveva chiesto di fare. Nessun cliente ci ha mai chiesto un Alfiere più leggibile. L'abbiamo rifatto lo stesso.

Se hai voglia di scoprire chi ti aspetta sulla scacchiera — e se riesci a batterli tutti e sedici — il club è aperto.

Baci Ovunque Chess Club è online su /chess. Buona partita.

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